Amo far ceramica, il tornio mi dà la possibilità di creare ciò che voglio e nel farlo mi sento in armonia con la terra. Sperimentare le varie combinazioni di argille, ognuno con il proprio carattere, colore, superficie, plasticità, mi incuriosisce al punto di essere più importante del prodotto finale. Quando apro il forno, provo sempre una sensazione intensa, sia essa positiva o negativa a seconda del risultato. Il fuoco è il nostro giudice e decide se il nostro lavoro è stato ben eseguito, gratificandoci o stimolandoci a migliorara.Tutto ciò rischia di diventare una sorta di autismo, nel quale io godo di ciò che faccio, mentre gli altri non possono capire, non avendo esperienza del fare.Per uscire da questa situazione ho pensato quindi di creare qualcosa di uso quotidiano a cui ci si possa affezionare. Partito dal concetto di rivisitare la caraffa, oggetto presente in quasi tutte le tavole, ho fatto una ricerca il cui obiettivo era eliminare il manico, creando nel contempo un oggetto attuale ed ergonomico, ma non seriale come ciò che connota gli anni 2000. Da questa ricerca è nata la regalina, una caraffa stravagante, ma funzionale. Le galline appartengono alla simbologia di tuffo il mondo, mentre la terra rossa, la maiolica, i colori a bassa temperatura fanno parte della nostra tradizione; questi oggetti sono dunque al contempo universali e ultralocali. Mi piace l'idea di costringere il pubblico ad una scelta, per questo le regaline sono una diversa dall'altra, sia come forma che come decoro. Mi auguro che questo, insieme a nuovi futuri progetti, riesca a guarire il nostro autismo e a rallegrare gli altri.
antonio
antonio bonaldi